Restauro dei dipinti

Dipinti a olio su tela, su tavola, affreschi o pitture murali a caseina, statuette lignee policrome, soffitti a cassettone dipinti a tempera, encausti pompeiani, finte carte da parati ottocentesche realizzare a stencil, finti marmi fatti a olio, trompe a l’oeil e giganteschi teleri, il restauro dei dipinti e comunque il restauro di tutte le superfici policrome, è il restauro più difficile e delicato.

 

É preceduto sempre da una fase progettuale che prevede l’analisi dell’opera, gli esami di laboratorio e la stesura del progetto.

L’operatività vera e propria di questo tipo d’intervento richiede un operatore attento, molto preparato e con una sensibilità particolare.

Tutte le operazioni di consolidamento, pulitura e stuccatura, o meglio il restauro conservativo, preparano l’opera al ritocco o integrazione.

 

Nell'ambito del restauro di una superficie pittorica, il ritocco, è l'intervento teso a ricreare un collegamento cromatico o cromatico e formale laddove sono presenti lacune o abrasioni della pellicola pittorica. 

 

 

Si tenga presente che uno degli obiettivi del restauro è quello di restituire l'opera a una fruizione che, oggi più che mai, coinvolge larghe fasce di pubblico, il più delle volte impreparate a leggere un dipinto caratterizzato da lacune, come accadrebbe nella maggior parte dei casi se il restauro si limitasse esclusivamente alla conservazione del dato fisico. 

Fermo restando che è necessario valutare quanto e come una lacuna, per dimensioni e posizione, possa danneggiare la visione dell'opera, è stato osservato che la conservazione pura e semplice di un'immagine mutila può spronare l'osservatore a una restituzione fantastica, e comunque fondata sul suo grado di cultura. 


La necessità dell'intervento, nel rispetto di uno dei postulati fondamentali del restauro, verrà eseguito (qualsiasi tecnica sia stata scelta) ad acquerello, a guazzo o con colori a vernice, in modo da avere le maggiori garanzie di reversibilità dell'operazione. 

Le integrazioni pittoriche possono essere fatte con diverse tecniche: reintegrazione a neutro, reintegrazione a rigatino, reintegrazione ad astrazione cromatica, reintegrazione a selezione cromatica, sempre a discrezione dell’operatore, del Direttore Tecnico,  della Soprintendenza e della Direzione Lavori.